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Come pescare le seppie dalla barca ... Di Stefano Adami

Pesca della seppia dalla barca by Stefano Adami Seppia Vs Rombo

La Pesca delle Seppie dalla Barca 

Come tutti voi ben sapete, bellissimi amici, questo è il periodo ideale per insidiare le seppie a scarroccio dalla barca.

Voglio illustrarvi, con questo articolo, la mia personale interpretazione di questa tecnica, estremamente emozionante, che ci dà la possibilità, anche nei mesi a venire, di reperire le esche vive per i nostri predatori, o garantirci qualche succulenta pasta al nero. 

Un animale lunatico

Negli anni mi sono fatto un’idea particolare su questi esseri soffianti, le mie conclusioni sono che questi meravigliosi animali siano estremamente lunatici e che, nonostante la loro costante presenza nel sotto costa, durante i mesi a loro congeniali, possano arbitrariamente decidere se essere aggressive con le nostre esche, o “schifarle” in maniera apatica.

Secondo la mia esperienza le seppie risultano più attive nei cambi di marea dimostrandosi abbastanza influenzate dalla luna;  non a caso quando c’è più luna le nostre amiche risultano molto attive nottetempo. 

I Colori

Parlando di artificiali tra i miei preferiti ci sono quelli dai colori viola e arancione, ma anche quelli dalle tonalità del bianco e giallo. Da avere sempre in cassetta: il nero (in alcune condizioni di cielo ed acqua) e le tonalità verdi che in alcuni casi saranno il nostro colore “salvapescata”.
A mio avviso la seppia non percepisce i colori in maniera normale, ma capta in maniera eccezionale i movimenti ed il contrasto.

Pesca della seppia dalla barca by Stefano Adami

Le condizioni atmosferiche

In molti sostengono che la condizione migliore per insidiare questo cefalopode, sia quella di alta pressione, ma, visto il periodo in cui le peschiamo maggiormente, sarà difficile avere spiragli per  questa condizione…quindi  non scoraggiatevi.

Sicuramente a seconda delle correnti e perturbazioni subacquee, dovremmo utilizzare un colore rispetto a un altro, ma tenete conto che, nelle zone portuali o alle foci di fiumi e torrenti, dove maggiormente siamo soliti insidiare questi animali, l’acqua sarà irrimediabilmente torbida quindi…. prestiamo particolare attenzione alla luce e … Cerchiamo sempre  il contrasto.

L’attrezzatura

Per praticare questa pesca ci sono due modi di attrezzarsi:

  •  con canne economiche in “fenolico”, per la pesca al calamaro, utilizzabili soprattutto se pescherete con forte scarroccio. 
  • Oppure, ed è la soluzione che vi consiglio vivamente (sicuramente più costosa), con canne da “Egi”, molto più reattive e performanti.

Per il mulinello potremo utilizzare da un 2500 ad un 4000, se invece pescherete a “Tip Run”, vi consiglio di selezionare un mulinello molto leggero, o polsi molto resistenti !!!

In bobina vi consiglio un trecciato molto fine e morbido, un 10 lb è pure troppo, scendete di diametro il più possibile, ma occhio a non strappare nel lancio.

Per il terminale sceglieremo un fluorocarbon dallo 0.20 allo 0.30. 

Cercate di procurarvi un guadino con la rete in silicone, non rovinerà la pelle delle seppie ed eviterà che i micidiali aghi delle totanare si attacchino alle sue maglie.

Ultimo ma non meno importante: LE ESCHE.

Molte persone sostengono che, vista la facilità di perdere gli artificiali in zone ricche di detriti o alghe, la qualità delle totanare, per le seppie, non sia importante. Ve lo dico con cognizione di causa… questa affermazione è assolutamente falsa!

 Spesso porto a pescare con me amici, che portano totanare economiche e ho potuto costatare che il rapporto di catture è superiore a 5:1. Quindi cercate di utilizzare artificiali di media/buona qualità, questo significa: un buon bilanciamento, una bella seta, un’ottima fattura e delle spugnette eccellenti.

Pesca della seppia dalla barca by Stefano Adami

Una montatura veramente semplice

Vista l’attrezzatura passiamo alla montatura, io dopo il trecciato metto  3/4 mt di fluorocarbon, in fondo a questo spezzone metto uno snap al quale collego una totanara, in caso di corrente o profondità più elevate prima di inserire l’esca aggancio un piombino dai 5 ai 40 gr, che mi aiuta a mantenere il fondo, e che battendo contro il piombo della totanara fungerà da “Rattler” aumentando il potere attrattivo del nostro gambero.

Se volete fare una sciccheria (io la faccio spesso) aggiungete, 20-30 cm sopra lo snap, un oppai con un nodo dropper loop, raso senza bracciolo e senza moschettone,  di colore diametralmente opposto all’egi utilizzato… Ricordate?…. Il contrasto! 

Due modi per insidiarle

Se avremo uno scarroccio significativo, dai 0.4 ai 1.1 pescheremo calando in verticale, mantenendo un costante contatto con il fondo e facendo lavorare lo scarroccio ed il rollio della barca. Non dimenticate di tenere la canna sott’occhio, e di animarla molto di tanto in tanto. In questa situazione potremo utilizzare più di un canna.

Quando lo scarroccio è molto basso da 0 a 0.4 entra in gioco il pescatore…. E qui ci divertiamo…

Pescheremo ad egi, come da terra per intenderci,ma  per la precisione a “Tip Run”. 

Lanceremo nella direzione dalla quale stiamo scarrocciando e faremo scendere il nostro (o i nostri) artificiale fino sul fondo. Li recupereremo fino sotto alla barca, mantenendo il contatto con il fondo, facendovi saltellare sopra la totanara. A seconda dell’attività predatoria delle nostre “cefalopodesse”, dovremo imprimere movimenti più o meno forti, per fare saltare, più o meno vigorosamente, la nostra esca sul fondo.

Ferrare sì… Ferrare no…

Mentre sul calamaro mi sento di sconsigliarlo, sulla seppia la ferrata ci vuole… eccome!

La seppia tende sempre a mangiare sulla testa dell’artificiale, così la ferrata servirà per fare scivolare i cestelli tra le grinfie della nostra curiosona. Se la ferrata sarà insufficiente, sotto barca avremo una bella sorpresa: la seppia mollerà l’osso e riguadagnerà il fondo, ma non scoraggiatevi, ricalate subito l’esca e lei rimangerà nell’80% dei casi; pensate che mi è capitato di vedere rimangiare una seppia anche per 10 volte sullo stesso artificiale. Discorso diverso se dovesse avere spruzzato il suo nero, in quel caso difficilmente riattaccherà.

Pesca della seppia dalla barca by Stefano Adami

Dove le cerchiamo?

Personalmente le cerco sulla sabbia in prossimità di piccole foci, o in ambiti portuali o subito fuori da essi.

Sono molto presenti su fondali che vanno dai 20  ai 2 mt di profondità a seconda del periodo e della temperatura dell’acqua. Mi è comunque capitato, soprattutto in estate, di catturarle oltre i 60 mt pescando i calamari.

Un altro habitat ottimo è il misto sabbia-posidonia, ma in questo caso bisogna stare attenti a non perdere le totanare!!!

In conclusione

Non sottovalutate il divertimento e la tecnicità che ci può essere dietro alla pesca della seppia dalla barca.

Ma soprattutto non sottovalutate la seppia, essere lunatico ed infido, basta un secondo e vi farà NERI !!!

Se volete approfondire ulteriormente, vi rimando al mio video su youtube di questa tecnica, che ho ribattezzato amichevolmente “Tip-Run mediterraneo”.

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